Perchè non potrai non amare l’Amarone della Valpolicella

Amarone della Valpolicella

L’Amarone della Valpolicella è senza dubbio uno dei vini più pregiati prodotti nella regione Veneto.
Il mito ha origini recenti. Bisogna infatti dire che viene prodotto solo dalla metà del secolo scorso. Assume la Denominazione di Origine Controllata nel 1968 e diventa DOCG nel 2010.

L’Amarone della Valpolicella è una perla rara

Un vino nato quasi per caso, da un refuso. Doveva essere uno dei tanti, deliziosi, passiti dolci che si producono in Veneto.
Ma invece il destino, come si dice in questi casi, ha voluto diversamente. Una botte rimasta indietro, forse volutamente, oltre il calendario canonico. Il tempo di consumare in alcol tutto lo zucchero contenuto nel liquido.
E poi il mastro cantiniere. Ce lo vogliamo immaginare nella penombra delle arcate di mattoni che riparano le botti, con il suo pesante grembiule ed in mano il bicchiere dell’assaggio. Lo sentiamo sussultare di stupore ed esclamare soddisfatto: “Ma questo non è un amaro… è un amarone!”.

Gli attributi di un fuoriclasse

Ti basterà osservarlo dal bicchiere. Un invitante rosso rubino, carico con riflessi ramati.
Come potrai poi resistere al richiamo del suo profumo intenso, speziato e persistente? Difficile.
Se i sommellier avvertono sentori di noce, ciliegia, lamponi e perfino di cioccolato, anche noi, comuni mortali, saremo costretti ad ammettere di esserci lasciati deliziare da queste note. Basta chiudere gli occhi ed espandere le narici.

E finalmente l’assaggio. L’Amarone è un vino molto, molto corposo. Secco, robusto, pieno. Comunque equilibrato.
Ovviamente il tipico retrogusto amarognolo.
Apprezzato sia da giovane che invecchiato.

Piatti da accostare

Abbiamo detto che l’Amarone della Valpolicella è un rosso corposo. Come tale è nato per accompagnare la cucina invernale, calorica e intensa. Arrosti, spezzatini, selvaggina e formaggi stagionati.
Eccellente con pasta e fagioli o con le pappardelle. Per lui è stato battezzato persino un tipico veronese, il risotto all’Amarone.

Ma anche in solitaria, come vino da meditazione, sulla poltrona davanti al fuoco, con la compagnia del fedele bull terrier. Come un austero Lord di campagna.

Come servire

La temperatura di servizio dell’Amarone è compresa tra i 18 e i 20 gradi. Se la data di produzione supera i 5 anni è consigliato farlo decantare in caraffa. In questo modo potrà decomprimersi, dopo i lunghi anni trascorsi in bottiglia.

Come impatta l’Amarone sui mercati?

Sono 20 anni che questo vino riscontra enorme interesse, soprattutto all’estero.
Nel 1997 sono state vendute un milione e mezzo di bottiglie.
Nel 2015 il volume dalle vendite è di 315 milioni di Euro e il 60% viene esportato.
Il mercato nordamericano detiene la quota del 23%. Va forte in Cina e in Russia. Anche in Europa ha eccellenti riscontri, dove Germania e Svizzera acquistano il 18 e il 14 per cento della produzione.

Dove trovarlo

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